"Farò dei quadri grandi come il cielo" - Pier Paolo Pollini, 1944

L'uomo e l'artista

 l uomo ppp

Pier Paolo Pollini (Cesena 1939 – 2012)

Pier Paolo Pollini è stato un sognatore, appassionato, curioso, di una sensibilità ai confini dell'immaginabile; aveva riferimenti morali e spirituali alti e forti da rendergli nanturali ed al contempo estremi, l'inflessibilità, il rigore verso se stesso, l'indisponibilità ad ogni forma, seppur velata, di compromesso.


PPP ha avuto un pensiero e un’attività tirannicamente esclusivi, capaci in apparenza di isolarlo dalla quotidianità del tempo e del luogo, anche se in realtà nulla gli sfuggiva; viveva con quanto lo circondava, ad una concentrazione spinta, pari soltanto al suo potere di immaginazione. Fissare, creare, immagini e oggetti, inventare materia, sono stati la bussola dei suoi percorsi di sperimentazione, di sé e dei suoi segni, in un cammino talvolta ossessivo.

I suoi talenti artistici ed estetici, il suo amore per l’arte con la A maiuscola, la profonda conoscenza delle sue espressioni, dall’antichità classica al contemporaneo, hanno dato sostanza e forza ad una incessante esplorazione, un lungo viaggio verso un altrove profondo. Le sue tele riflettono colori, visioni dinamiche, vortici armonici, spazi euritmici che raccontano la sua ricerca della Bellezza.

In uno dei suoi rari appunti ha scritto: "... fin dal principio ho voluto dare forma a ciò che forma non ha, sentendo nel mio profondo l'anelito ad atmosfere e spazi irraggiungibili, trasfigurati da luci e colori infattibili all'uomo..."

Dipingere, nei silenzi e nelle musiche del suo studio, è stato il senso vero di tutta la sua vita... e di certo non è un Caso che quello sia stato il luogo su cui si è posato il suo ultimo sguardo.

 

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