"Farò dei quadri grandi come il cielo" - Pier Paolo Pollini, 1944

Testimonianze

Hanno scritto di lui...

 


... Refrattario alle etichettature, a compromessi ed elargizioni, PIER PAOLO POLLINI è uno spirito libero e indomito che non cerca omologazioni, non segue correnti o scuole perché più che appartenere, vuole che le sue creazioni appartengano ad esse stesse prima di tutto, con una loro vita, una loro propria originale vis, che sistematicamente apre a messaggi compiuti al di là delle mode, e dei modi, dominanti.

C. M.

Cesena, Giugno 2008


 ... Nel ventaglio della pittura contemporanea l'ipotesi astratta riafferma le profondità estinte del vedere, reintegra lo sguardo verso una originaria capacità di esistere, di per se stesso, secondo la propria natura.

... L'astratto non è una formula, è un linguaggio in movimento, allusivo ma anche estremamente preciso nell'orizzonte delle sue scelte. Esso dipende dall'emozione e dalla conoscenza che l'artista imprime tramite gli elementi della pittura, è un evento che chiede il conforto della sensibilità e dell'intelligenza. Percorrere questa linea di confine significa sviluppare un senso della visione che colloquia con l'altrove.

... PIER PAOLO POLLINI ha una idea ritmica della composizione, qualcosa che ricorda gli spartiti vergati a note ampie.

... Una sorta di geometria onirica popola questi lavori: sei di fronte ad una danza, ma al tempo stesso ti appare il moto continuo delle tue sensazioni. POLLINI coltiva con particolare felicità l'animo rapito, come dire in estasi.

... Allora la dimensione visibile si allarga, coinvolge la matrice inconscia del vedere e il carattere razionale della composizione, l' equilibrio e la frammentazione delle parti in gioco.

GIANCARLO PAPI critico d'arte

Cesena, Novembre 2004 


Se questo è il movimento, di senso ascensionale, come può capitare osservando le grandi pale d'altare del '500 e '600, qual'è il suo contenuto, ovvero su quale onda interiore potremo mettere in comunicazione con l'opera, dopo la nostra sensibilità, il nostro sentimento? Direi sull'onda di un desiderio anche spirituale di ascesa: corale, irrompente, gioioso come un inno, proprio, alla trascendente forza della spiritualità.

... Le opere di POLLINI non è raro che rimandino a immagini che per l'artista sono il simbolo di un anelito nascosto nella natura stessa. L' astrattismo di POLLINI trascende lo spettacolo della natura perchè a nulla vale la pittura se non è rivolta altrove, a lontani incanti e a muti splendori.

L'incanto si impossessa del racconto e l'emozione domina ogni approccio, la poesia costituisce l'essenza di questi lavori, una poesia discreta e sussurrata che si sviluppa per aforismi e che evoca le visioni di una realtà altra e misteriosa.

... Sono opere che testimoniano un percorso estremamente rigoroso e preciso, un percorso all'interno del quale sono convenute non solo sofisticate citazioni pittoriche, ma anche suggestioni letterarie, incanti poetici, sopite emozioni.

 

 GIANCARLO PAPI critico d'arte

Cesena, Novembre 2003


 ... Tutto si organizza nelle tele di POLLINI con una libertà fantastica che ignora il peso delle teorie, come pure l'arbitrarietà del capriccio.

Nelle opere di questo artista le dinamiche compenetrazioni cromatiche divengono sintesi di forme vitali: ogni composizione porta sempre intatta l'eco della tensione spirituale dell'artista.

ENRICO GUIDI

Cesena, Febbraio 2001


Ora si può dire che POLLINI ha anche una storia, e non intendo il semplice racconto di un percorso, o di una attività pur lunga e complessa. E' invece una storia intensa dell'artista e delle sue opere che si intrecciano, e con il tempo si chiariscono reciprocamente.

... Non è infatti casuale che egli sia stato scelto con pochissimi altri artisti italiani ( ndr) a figurare nella mostra internazionale Dans la lumière du surréalisme (1983 Pinacoteca Provinciale di Bari, dove resta il suo Trittico L'Altro Omega), il che stava a significare che senza incasellamenti deteriori o fuori tempo, aveva raccolto la lezione più importante del Surrealismo, e non certo gli schemi usurati dal tempo.

... Ha dialogato con l'impossibile, il che voleva dire suscitare visioni concrete, frammenti inconsistenti della realtà totale, con l'obbligo di fermarli, di bloccarli una volta per tutte, e mostrarne l'immagine: cioè la verità... e sa di aver camminato nei primi eterni momenti della creazione del mondo che non finisce.

BRUNO POMPILI

Direttore Centro Ricerche Avanguardie Università di Bari

Bari, Gennaio 2001


I dipinti recenti di PIER PAOLO POLLINI hanno provocato in me una grande sorpresa: infatti mi hanno consegnato la chiave – o più esattamente, una delle chiavi – dell'opera di questo pittore avvincente. Tale chiave sta nella sintesi del Manierismo e del Futurismo nei loro aspetti più rivoluzionari. Non avevo mai pensato ci potesse essere una relazione fra questi due Movimenti divisi da quattro secoli. Ebbene questo fatto è per me oggi di un'evidenza accecante. Non solo egli sfocia in una sintesi assolutmente nuova di due Movimenti di grande importanza storica – e aggiungerò: d'importanza nazionale per l'Italia -, ma quella sintesi gli consente di inventare la propria pittura.


JOSE' PIERRE storico e critico d'arte

Parigi, Gennaio 1985


... di sicuro PIER PAOLO POLLINI come aveva già dimostrato con l'Ultima Cena, è un grande scenografo, come lo furono prima di lui Veronese, Pontormo, il Caravaggio e Tiepolo ( ma confesso di pensare anche, al Matisse de La Danza o al Chagall dell' Omaggio ad Apollinaire ). Sì, ciò che conta prima di tutto, per POLLINI, è la pittura... veicolo di idee e di sentimenti.

 

JOSE' PIERRE
Storico e critico d'arte

Parigi, Giugno 1986

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