"Farò dei quadri grandi come il cielo" - Pier Paolo Pollini, 1944

Percorso artistico

Un'arte in continua evoluzione...

 

Metà anni Sessanta, prime esposizioni, permeate soprattutto dalla curiosità di vedere lo sguardo del visitatore. È il primo tempo delle sue visioni astratte, popolate da forme mitiche (Ipposauri), grigi paesaggi collinari, simboli arcaici, figure indecifrate. 

1975 Galleria d’Arte “L’Acquario”, Forlì. 

30 ottobre - 17 novembre 1981 Galleria d’Arte “Fidia”, Roma. 

3 - 15 aprile 1981 "L’invenzione della materia" - In catalogo, interventi e riflessioni di Jean-Michel Goutier, José Pierre, Bruno Pompili. 

In questi anni si sono precisati il suo lavoro e la sua ricerca. Le prime situazioni, oggetti simbolici e figure di una tradizione mitica, hanno assunto il peso di una materia pittorica originale, la struttura di una figurazione complessa, piani prospettici insoliti quanto rigorosi. Produce alcuni primi ritratti e autoritratti, che mostrano la capacità di interpretare e rendere reale la persona in materia pittorica. 

20 marzo - 17 aprile 1983 Pinacoteca Provinciale di Bari - "Dans la lumière du surréalisme" Esposizione collettiva (a cura di José Pierre) di ventisette artisti di diverse provenienze, legati non all’esperienza storica del surrealismo ma a fondamentali principi di libertà e invenzione. Presentazioni in catalogo di José Pierre e Bruno Pompili. PPP presenta l’imponente trittico L’Altro Omega, olio su zinco sagomato, cm. 300x100, poi acquisito dalla Pinacoteca ospitante.

1987 Villamoura (Portogallo). Collettiva. Il surrealismo o il linguaggio del desiderio Catalogo di José Pierre.

1988 Palazzo delle Esposizioni di Faenza.

19 marzo - 25 aprile 1988 "Novantaquattro opere. 1974-1987" - Catalogo con testi critici di José Pierre (Longo editore, Ravenna 1988). Capitale mostra antologica che scandisce un versante storico nella sua produzione, dalla mitografia simbolica, alle citazioni di figure d’artisti, alla rappresentazione di tragedie umane e politiche di quegli anni, alle grandi assemblee morali (Una Ultima cena), una Cosmogonia (olio su zinco sagomato). Materia e composizione realizzano uno degli apici dell’opera di PPP.

In questo periodo distrugge l’opera La macchina della coscienza, un cubo-tenda di due metri di lato al cui interno si poteva osservare un intero mondo, come dall’interno di un “io”, per immagini, specchi, oggetti. Sulla decisione di distruggerla ha mantenuto sempre un rigoroso riserbo; a volte gli è forse sfuggito un segnale di paura, e infatti entrare in quel cubo oscuro portava a misurarsi con se stessi. Era difficile rinunciare, né si poteva obbligare nessuno: è una ragione? In questo periodo realizza con facilità grafica impressionante almeno un centinaio di disegni, sotto il titolo generale di Scene di Mlé; li regalava con generosità assoluta, e se ne conoscono pochissimi esemplari.

1990 Palazzo del Ridotto di Cesena Galleria Comunale d’Arte.

6 dicembre 1989 - 7 gennaio 1990 Complementari con queste opere, in numero esiguo, viene indicato tutto il percorso successivo; inizia qui una diversa fase i cui segni fondamentali sono il colore ormai del tutto liberato, una materia pittorica delicata quanto capace di costruire architetture complesse e mondi in attesa di coagularsi.

1993 Galleria “Corso d’Opera”, Bari. Collettiva.

21 aprile - 5 maggio 1993 "La foresta dei sacrilegi. Réponse à Jean-Pierre Duprey" Otto artisti, invitati a rispondere alle suggestioni dell’opera teatrale del poeta J.-P. Duprey, in occasione della prima rappresentazione assoluta. Presentazione in catalogo di Antonella Marino, Bruno Pompili.

2001 Galleria “Le mura”, Cesena. 

10 febbraio - 4 marzo 2001 "L’invenzione della materia" In catalogo, riflessioni di Bruno Pompili, Pier Guido Raggini. Trionfo di colore e architettura in sempre nuova materia pittorica.

2003-2004 Palazzo Braschi, Cesena In collaborazione con “In Corso d’Opera – Arte”.

6 dicembre 2003 - 28 febbraio 2004 "Cammino" In catalogo, Giancarlo Papi, Il percorso della rivelazione, oltre a una scelta di interventi di Enrico Guidi, José Pierre, Bruno Pompili, Pier Guido Raggini. Con questa esposizione inaugura uno spazio che viene offerto come permanente all’attenzione del pubblico, un suo spazio personale di comunicazione verso tutti. Sarà il suo spazio continuo di manifestazione.

2004 - 2005 Palazzo Braschi, Cesena “In Corso d’Opera” 1.

8 dicembre 2004 - 19 marzo 2005 "Cammino" In catalogo, Giancarlo Papi, Il moto continuo delle sensazioni.

19-31 marzo 2005 le stesse opere presso Palazzo Ghini - Spazio Arte, Cesena.

8 settembre - 2 ottobre 2007 Cesena, Palazzo Braschi "In Corso d’Opera – Spazio espositivo di P.P. Pollini Atelier (II edizione)" Tele del 2007, più alcune del 2005-06 e una testimonianza del 1990.

Ha sempre pensato a un posto suo specifico nella ricerca dell'arte. Quando un artista si autopresenta con poche parole bisogna credergli , rispettarlo e capirlo.PPP ha scritto di sè nel 1981, e poi ripetuto alcune volte nei cataloghi "...è nato a Cesena dove vive e lavora" e poco altro o quasi nulla della sua ricerca; solo ultimamente l'idea di un suo sito internet è riuscita a vincere la sua riservatezza e lo ha spinto a raccontarsi, riassumendo in appena due pagine, riportate in questo sito alla pagina L'uomo e l'artista, la sua storia, il suo percorso artistico.

Le opere di PPP hanno avuto un ridotto numero di esposizioni, coerentemente con la sua riservatezza, oltre che col suo ottimismo sul futuro, che non è mai venuto meno neanche nei momenti in cui il silenzio si è intromesso fra lui ed il pubblico.

Gli ultimi anni di lavoro sono stati dedicati a opere di piccole o grandi dimensioni, con assemblaggio di materiali diversi: piccole tele di luminosità assoluta e di disegno armonioso, costruzione di una doppia crocifissione (recto-verso) con materiali dipinti e riproduzioni di opere classiche (poi smontata e forse dispersa), disposizione di oggetti a formare scultura o ambiente d’immagini. 
L’architettura minima del colore sembra essere stata la sua attrazione e la sua offerta estrema.

La prematura scomparsa ha interrotto il suo lavoro.

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